Perché due persone possono assumere la stessa sostanza e avere esperienze completamente diverse? E perché persino la stessa persona può reagire in modo differente in momenti diversi della propria vita?
Per rispondere non basta guardare ciò che viene assunto. È proprio da questa idea che nasce quello che oggi viene spesso chiamato triangolo di Zinberg, un modello sviluppato dallo psichiatra americano Norman E. Zinberg e approfondito nel suo lavoro Drug, Set, and Setting. Il punto di partenza è semplice: per comprendere gli effetti e le modalità di utilizzo di una sostanza bisogna osservare contemporaneamente drug, set e setting, cioè sostanza, persona e contesto.
Il primo vertice è il drug, la sostanza. Qui entrano in gioco le sue caratteristiche farmacologiche, la quantità, la concentrazione, le modalità con cui agisce sull'organismo e, più in generale, gli effetti che può produrre. È la parte più evidente del problema e per molto tempo è anche quella su cui si concentra maggiormente l'attenzione.
Ma Zinberg sostiene che fermarsi qui significa osservare soltanto un pezzo del quadro.
Il secondo elemento è il set, cioè ciò che la persona porta con sé nel momento dell'esperienza. Non parliamo soltanto del corpo, ma anche dello stato psicologico: aspettative, emozioni, esperienze precedenti, paure, convinzioni, condizioni personali. Una persona tranquilla e una persona fortemente agitata non affrontano necessariamente la stessa esperienza nello stesso modo, anche di fronte alla medesima sostanza.
Poi arriva il terzo vertice: il setting, l'ambiente.
Dove si trova la persona? Con chi? In quale situazione? Esistono regole sociali intorno a quel comportamento? Quel consumo viene considerato normale, eccezionale, ritualizzato, nascosto? Il contesto comprende quindi sia l'ambiente fisico sia quello sociale e culturale.
Ed è qui che il modello diventa particolarmente interessante.
Pensiamo all'alcol. Un bicchiere di vino durante una cena di famiglia, bevuto lentamente mentre si mangia, appartiene a un contesto completamente diverso rispetto alla stessa quantità di alcol consumata velocemente in una situazione di forte stress. La sostanza rimane alcol, ma cambiano la persona, le motivazioni, le aspettative e l'ambiente in cui avviene il consumo.
Il triangolo serve proprio a ricordarci che il comportamento umano difficilmente nasce da una sola variabile.
Zinberg arriva a questa prospettiva studiando anche persone che utilizzano sostanze senza sviluppare necessariamente lo stesso tipo di rapporto problematico. Nel suo lavoro attribuisce particolare importanza alle norme sociali e ai rituali che possono influenzare e limitare determinati comportamenti.
Questo non significa affermare che tutte le sostanze abbiano lo stesso rischio o che il contesto possa annullarne gli effetti farmacologici. Sarebbe una lettura sbagliata del modello. Significa invece riconoscere che la sostanza rappresenta una parte dell'equazione, non l'intera equazione.
Ed è probabilmente questo l'aspetto più attuale del triangolo di Zinberg.
Quando osserviamo una dipendenza o un consumo problematico siamo spesso tentati di cercare una causa unica: “è colpa della sostanza”, “è una persona fragile”, “frequenta l'ambiente sbagliato”. Il modello ci obbliga invece a mettere insieme i pezzi.
Possiamo avere una sostanza con un elevato potenziale di rischio, una persona che attraversa un periodo di particolare vulnerabilità e un ambiente che facilita il consumo. Oppure può cambiare uno solo di questi elementi e modificare profondamente l'intera situazione.
Il triangolo, quindi, non assegna semplicemente tre colpe. Descrive tre forze che interagiscono continuamente.
Ed è una distinzione importante, perché cambia anche il modo in cui guardiamo alla prevenzione. Se consideriamo soltanto la sostanza, rischiamo di ignorare ciò che sta accadendo alla persona. Se guardiamo soltanto alla persona, ignoriamo il peso dell'ambiente. Se ci concentriamo esclusivamente sul contesto sociale, dimentichiamo che sostanze differenti producono effetti e rischi differenti.
Drug, set e setting funzionano insieme.
Alla fine il triangolo di Zinberg ci lascia una lezione che va persino oltre il tema delle sostanze: il comportamento umano raramente si comprende isolando un solo fattore. Per capire davvero perché qualcosa accade dobbiamo osservare cosa incontra chi, dove e in quale momento.
Ed è proprio nello spazio tra questi tre elementi che spesso si trova la parte della storia che, guardando un solo vertice, non riusciamo a vedere.
Il triangolo di Zinberg
perché una sostanza, da sola, non spiega tutto
di Fabio Campana











