Alcune persone amano la mattina. Si svegliano presto senza particolare fatica, hanno più energie nelle prime ore del giorno e tendono a concentrare lì le attività importanti. Altre, invece, vivono quasi l’esperienza opposta: al mattino si sentono lente, faticano a carburare e raggiungono il massimo della lucidità nel pomeriggio o addirittura la sera. Nel linguaggio comune le prime vengono spesso chiamate allodole, le seconde gufi.
La differenza non dipende soltanto dalla forza di volontà o dalla disciplina. Il nostro corpo segue un ritmo circadiano, cioè un ciclo biologico di circa ventiquattro ore che regola sonno, temperatura corporea, produzione di alcuni ormoni, fame e livello di attenzione. Questo ritmo non è identico per tutti. In alcune persone tende ad anticipare, in altre a spostarsi più avanti. È qui che nasce il cosiddetto cronotipo: la predisposizione a sentirsi più attivi in certi momenti della giornata.
L’allodola tende a svegliarsi presto e a sentirsi lucida quasi subito. Spesso preferisce lavorare, studiare, allenarsi o svolgere le attività più impegnative durante la mattina. La sera, invece, avverte prima il bisogno di rallentare e può sentirsi stanca già quando altri iniziano a essere più energici. Per queste persone la luce del mattino, il silenzio delle prime ore e la sensazione di avere davanti un’intera giornata possono essere particolarmente piacevoli.
Il gufo funziona in modo diverso. La mattina può essere la parte più difficile della giornata, soprattutto se deve svegliarsi molto presto. Le energie aumentano gradualmente e spesso la sera arriva il momento in cui la mente sembra diventare più attiva. È più facile concentrarsi, leggere, scrivere, lavorare a un progetto o semplicemente godersi il silenzio. Quando gli altri iniziano a spegnere le luci, il gufo può avere la sensazione che la parte migliore della giornata stia appena cominciando.
Questa differenza non riguarda soltanto il sonno. Cambia anche il modo in cui viene vissuto il tempo. Chi ama la mattina spesso apprezza la sensazione di iniziare presto, vedere la città svegliarsi, fare colazione con calma o uscire quando le strade sono ancora tranquille. Chi ama la notte può trovare affascinante esattamente il contrario: il rumore diminuisce, arrivano meno messaggi, il telefono suona meno e sembra che per qualche ora il mondo chieda meno cose.
La notte, infatti, ha un fascino particolare per molte persone. Non necessariamente perché vogliono fare tardi in locali o uscire. Può essere semplicemente il momento in cui sentono di avere più spazio mentale. Durante il giorno ci sono impegni, richieste, telefonate, lavoro, famiglia e piccoli compiti continui. La sera tutto rallenta. La sensazione può essere quella di recuperare finalmente un pezzo di tempo personale.
Questo aiuta a capire anche un comportamento molto comune: andare a dormire più tardi del necessario pur sapendo di dover svegliarsi presto. Non sempre succede perché non si ha sonno. A volte la persona non vuole semplicemente rinunciare a quelle ore tranquille che percepisce come proprie. Naturalmente, se questo porta a dormire troppo poco ogni notte, il problema non è essere un gufo ma il fatto che il ritmo personale entra in conflitto con gli orari della vita quotidiana.
Ed è proprio qui che nasce la difficoltà maggiore. La società tende a essere organizzata più facilmente intorno alle allodole. Scuole, uffici, appuntamenti e molti servizi iniziano al mattino. Svegliarsi presto viene spesso associato a produttività e disciplina, mentre dormire fino a tardi può essere interpretato come pigrizia. Ma una persona che rende al massimo alle dieci di sera non è necessariamente meno produttiva di una che lavora benissimo alle sette del mattino. Sta semplicemente distribuendo le proprie energie in modo diverso.
Questo non significa che ogni preferenza debba essere assecondata senza limiti. Il sonno rimane fondamentale e vivere costantemente contro gli orari richiesti dal lavoro o dalla famiglia può creare stanchezza. Un gufo che deve alzarsi ogni mattina alle sei e continua ad andare a dormire alle due non sta semplicemente seguendo il proprio cronotipo: sta accumulando sonno insufficiente. Allo stesso modo, svegliarsi alle cinque non rappresenta automaticamente uno stile di vita migliore se significa essere esausti per tutto il resto della giornata.
Tra l’altro, non esistono soltanto due categorie nette. Molte persone si trovano nel mezzo. Non amano svegliarsi all’alba ma nemmeno lavorare nel cuore della notte, e riescono a funzionare bene in una fascia abbastanza ampia della giornata. Il cronotipo può anche cambiare con l’età. In generale, bambini e adulti più avanti negli anni tendono spesso verso orari più mattinieri, mentre durante l’adolescenza e la prima età adulta è comune uno spostamento verso la sera.
La cosa interessante è che nessuno dei due modi di vivere la giornata è necessariamente migliore. L’allodola trova qualcosa di speciale nella luce del mattino e nella sensazione di partire prima degli altri. Il gufo trova lo stesso piacere nel silenzio della sera, quando tutto sembra rallentare. Sono due forme diverse di rapporto con il tempo.
La soluzione più utile, quando possibile, è osservare quando arrivano naturalmente energia e concentrazione e organizzare almeno una parte della giornata di conseguenza. Se sappiamo di ragionare meglio al mattino, possiamo utilizzare quelle ore per le attività più impegnative. Se il nostro momento migliore arriva nel tardo pomeriggio, ha poco senso pretendere da noi stessi la massima creatività appena svegli.
Alla fine gufi e allodole non rappresentano semplicemente chi va a letto tardi e chi si alza presto. Raccontano due modi diversi di percepire la stessa giornata. Per qualcuno il momento più bello è quando il Sole sta sorgendo e tutto deve ancora cominciare. Per qualcun altro arriva quando il Sole è già tramontato e finalmente il mondo rallenta.
La giornata dura ventiquattro ore per tutti. Ma non tutti sentiamo di viverle nello stesso momento.
Gufi e allodole: due modi diversi di vivere la giornata
C’è chi alle sette del mattino è già pieno di energie e chi comincia a sentirsi davvero sveglio quando fuori fa buio. Non è solo una questione di abitudini: ognuno ha un ritmo diverso.
di Fabio Campana











