1. Comincia a fare film quando ha circa sette anni
La passione di Christopher Nolan per il cinema non nasce quando entra a Hollywood. Da bambino prende in prestito la cinepresa Super 8 del padre e comincia a realizzare piccoli film, spesso utilizzando giocattoli e tecniche rudimentali di stop-motion. Nolan racconta di avere circa sette anni quando inizia e di non essersi praticamente più fermato.

Il BFI ricorda inoltre che da bambino rimane profondamente impressionato dalla visione di 2001: Odissea nello spazio in 70 mm: non comprende necessariamente tutto ciò che Kubrick sta raccontando, ma percepisce immediatamente la potenza delle immagini viste su uno schermo enorme.
Questa curiosità spiega già molto del Nolan adulto. Nei suoi film la storia conta moltissimo, ma altrettanto importante è far sentire fisicamente allo spettatore che sta vivendo qualcosa di grande.
2. Non studia cinema all’università
Visto quanto Nolan sia ossessionato dalla tecnica cinematografica, verrebbe naturale immaginare una formazione in una prestigiosa scuola di cinema. In realtà studia letteratura inglese allo University College London.

Nolan si definisce sostanzialmente autodidatta. Impara fotografia, montaggio, registrazione del suono e altri aspetti della produzione realizzando direttamente i propri lavori. Racconta che questa formazione pratica gli permette di capire quanto ogni reparto contribuisca al risultato finale.
C’è anche un collegamento interessante con il suo modo di raccontare. A sedici anni legge Waterland di Graham Swift e rimane colpito dal modo in cui il romanzo intreccia linee temporali differenti. La sua famosa ossessione per il tempo non lineare, quindi, non nasce soltanto dal cinema. Arriva anche dalla letteratura.
3. Following viene praticamente costruito nei fine settimana
Prima dei budget giganteschi di The Dark Knight e Oppenheimer c’è Following, il primo lungometraggio di Christopher Nolan.
Non dispone ancora di una grande produzione. Nolan finanzia personalmente il film e lavora insieme ad amici che hanno normali occupazioni durante la settimana. Per questo si incontrano soprattutto il sabato, girando pochissimo materiale alla volta. Il lavoro continua per circa un anno.

Nolan racconta di riuscire a girare circa quindici minuti di pellicola grezza ogni sabato, spesso con una o due riprese per scena. Following arriva poi al San Francisco Film Festival e trova distribuzione, contribuendo ad aprire la strada a Memento.
È una chicca interessante perché rende quasi surreale il confronto con ciò che accade dopo. Lo stesso regista che oggi può organizzare produzioni gigantesche comincia facendo cinema con pochissima pellicola a disposizione e nessuna possibilità di sprecare una scena.
4. Nel 2026 continua a non avere uno smartphone

Una delle curiosità più insolite su Christopher Nolan riguarda proprio la tecnologia.
Nonostante realizzi alcuni dei film tecnicamente più sofisticati del cinema contemporaneo, Nolan continua a non possedere un normale telefono cellulare. Matt Damon ha raccontato nel 2026 che, quando Nolan deve chiamarlo, Emma Thomas può avvisarlo in anticipo perché la telefonata potrebbe arrivare da un numero dello studio apparentemente casuale.
Nolan ha spiegato più volte di voler evitare il continuo flusso di distrazioni prodotto dai dispositivi digitali. Non è quindi un rifiuto della tecnologia in generale: utilizza tecnologie estremamente avanzate per fare cinema. Semplicemente non vuole che occupino continuamente la sua attenzione.
Ed è una contraddizione molto “nolaniana”: uno dei registi più tecnologici di Hollywood organizza parte della propria vita come se WhatsApp non fosse mai stato inventato.
5. Per lui la pellicola IMAX non è nostalgia
Christopher Nolan continua a girare su pellicola non perché voglia ricreare romanticamente il cinema del passato.
La considera una questione di qualità dell'immagine.

Questa secondo me è una delle immagini migliori del pezzo perché fa vedere quanto siano fisicamente grandi e particolari le macchine che continua a scegliere per le sue produzioni. IMAX continua a promuovere esplicitamente il rapporto tra Nolan e il formato 70 mm.
6. Se qualcosa può essere costruito davvero, preferisce provarci
È probabilmente la caratteristica più famosa del suo cinema, ma alcuni esempi rimangono sorprendenti.
Per il combattimento senza gravità di Inception, Nolan non si limita a far fluttuare digitalmente gli attori. La produzione costruisce realmente un gigantesco corridoio capace di ruotare, mentre Joseph Gordon-Levitt deve imparare a muoversi e combattere all'interno della struttura.

Nolan spiega che proprio le difficoltà pratiche — costumi, illuminazione, movimento degli attori — finiscono per determinare l'aspetto particolare della scena.
La sua posizione sulla CGI viene spesso semplificata con “Nolan non usa effetti digitali”. Non è esatto. Li utilizza quando servono, ma cerca di partire il più possibile da qualcosa che sia realmente davanti alla macchina da presa. Secondo lui un oggetto reale, persino una miniatura, introduce nell'immagine piccole imperfezioni e un senso di pericolo che il digitale può rendere più difficile ottenere.
In sostanza Nolan non è contrario agli effetti visivi.
È contrario all'effetto visivo che sembra un effetto visivo.
7. Blade Runner e Alien gli fanno capire cosa significa davvero “regista”
Da adolescente Nolan è ossessionato da Blade Runner. Successivamente vede Alien e riconosce qualcosa di familiare nei due film.
Entrambi sono diretti da Ridley Scott.

Nolan racconta che intorno ai tredici o quattordici anni questa scoperta gli provoca una specie di illuminazione. Due storie molto diverse possono avere la stessa “mente” dietro le immagini. È uno dei momenti in cui comprende davvero che cosa significhi essere un regista: non semplicemente filmare una sceneggiatura, ma imprimere una visione riconoscibile a mondi differenti.
È curioso perché qualche decennio dopo succede esattamente la stessa cosa con lui.
Un film di supereroi come The Dark Knight, un racconto di guerra come Dunkirk, un thriller fantascientifico come Inception e un biopic come Oppenheimer sono molto diversi. Eppure bastano pochi minuti per riconoscere alcuni elementi ricorrenti: tempo manipolato, montaggio parallelo, grandi formati, suono fisico, personaggi ossessionati e una continua domanda su quanto possiamo fidarci della nostra percezione.
Forse la curiosità più interessante su Christopher Nolan è proprio questa.
Comincia da bambino cercando di capire come funzionano i film degli altri.
Poi trascorre il resto della carriera costruendo film che costringono gli spettatori a chiedersi come diavolo abbia fatto a realizzarli.











