Kakashi è il Jonin incaricato di guidare il Team 7, formato da Naruto Uzumaki, Sasuke Uchiha e Sakura Haruno. All’inizio appare quasi come un adulto difficilissimo da decifrare. Tiene metà del volto coperta, parla poco di sé, arriva tardi agli appuntamenti e durante gli allenamenti legge spesso la serie di romanzi *Make-Out* scritta da Jiraiya. Dietro questo comportamento rilassato, però, c’è un ninja già famoso in gran parte del mondo per il suo Sharingan e per la capacità di riprodurre le tecniche degli avversari. Il sito ufficiale di *Naruto* lo presenta infatti come il celebre “Kakashi dello Sharingan”, conosciuto per aver copiato un numero enorme di jutsu.

La cosa più interessante è che Kakashi non nasce come un maestro paziente. Da bambino è praticamente l’opposto. È un talento precocissimo, figlio di Sakumo Hatake, la leggendaria Zanna Bianca della Foglia. Avanza rapidamente nell’Accademia Ninja e viene promosso Chunin molto giovane. La sua visione del mondo diventa però estremamente rigida: per lui un ninja deve rispettare la missione e le regole anche quando il costo personale è enorme. Non è semplicemente disciplina. È anche una reazione alla storia del padre, caduto in disgrazia dopo aver scelto di salvare i propri compagni invece di completare una missione.

Il punto di svolta arriva con Obito Uchiha. Kakashi e Obito appartengono alla stessa squadra guidata da Minato Namikaze, ma hanno idee quasi opposte. Kakashi mette la missione al primo posto, Obito insiste sul valore dei compagni. Durante una missione, Obito viene creduto mortalmente ferito e affida il proprio Sharingan a Kakashi. Da quel momento quell’occhio non è soltanto un’arma. Diventa una presenza costante del compagno che Kakashi non è riuscito a salvare.

Ed è qui che si capisce davvero una delle frasi più famose associate al personaggio. Kakashi insegna al Team 7 che chi infrange le regole viene considerato feccia, ma chi abbandona i propri compagni è ancora peggio. Non è una massima inventata dal maestro perfetto. È una lezione che Kakashi impara troppo tardi e decide di non far pagare ai suoi studenti lo stesso prezzo. Il test delle campanelle serve esattamente a questo. Naruto, Sasuke e Sakura pensano di dover competere tra loro per ottenere due campanelle, mentre Kakashi vuole verificare se sono capaci di mettere la squadra davanti all’interesse personale. Prima di loro, nessun gruppo di Genin era riuscito a superare il suo esame.

Questo rende Kakashi un maestro particolare. Non cerca di trasformare i tre allievi in copie di se stesso. Con Sasuke lavora sullo Sharingan e sul combattimento ravvicinato. Con Naruto comprende invece molto presto qualcosa che altri sottovalutano: il ragazzo possiede un potenziale enorme e può arrivare persino oltre i ninja leggendari che lo hanno preceduto. Più avanti lo aiuta infatti nell’allenamento che porta allo sviluppo del Rasenshuriken.

Il suo Sharingan resta comunque l’elemento più riconoscibile. Kakashi non appartiene al clan Uchiha, quindi utilizzare quell’occhio gli costa molto più chakra rispetto a chi lo possiede naturalmente. Questo spiega perché spesso lo tenga coperto e perché l’uso prolungato possa lasciarlo completamente esausto. Quando sviluppa il Mangekyo Sharingan, ottiene Kamui, una tecnica spazio-temporale estremamente potente che permette di trasferire bersagli in un’altra dimensione. Il prezzo rimane alto: dopo alcuni utilizzi intensi Kakashi arriva persino al ricovero.

C’è poi una particolarità narrativa molto riuscita. Per buona parte della storia pensiamo allo Sharingan di Kakashi come a un semplice dono ricevuto da Obito. Solo molto più avanti scopriamo che il Kamui di Kakashi e quello dell’uomo mascherato sono collegati perché i due occhi appartengono originariamente alla stessa persona. Quando l’identità di Obito emerge, lo Sharingan smette di essere soltanto un potere spettacolare e diventa il collegamento fisico tra due amici che hanno scelto strade completamente diverse.

Il combattimento tra Kakashi e Obito è per questo uno dei momenti più importanti del personaggio. Non è soltanto uno scontro tra due ninja molto forti. È un confronto tra due modi di reagire alla stessa perdita. Entrambi subiscono traumi enormi, entrambi perdono Rin ed entrambi conoscono un mondo shinobi brutale. Obito decide che quella realtà non merita più di esistere. Kakashi continua invece a viverci e prova a proteggere ciò che rimane.

Una delle caratteristiche migliori di Kakashi è proprio questa: non supera davvero il passato cancellandolo. Lo porta con sé. Visita il memoriale dei caduti, conserva lo Sharingan di Obito, continua a pensare a Rin e rimane segnato dalle persone che perde. Eppure non utilizza il dolore come giustificazione per distruggere ciò che gli sta intorno. Con il tempo lo trasforma in responsabilità verso gli altri.

Anche il soprannome di “ninja copia” racconta qualcosa di interessante. Kakashi è famoso per aver copiato circa mille tecniche, ma il personaggio non funziona perché sa imitare tutto. Funziona perché sa scegliere cosa utilizzare e quando farlo. In battaglia osserva, analizza e spesso vince più con la lettura dell’avversario che con la forza pura. Durante la Quarta Grande Guerra Ninja arriva perfino a presentarsi come il ninja che ha copiato mille jutsu.

Poi c’è il lato completamente opposto, quello che impedisce al personaggio di diventare troppo solenne. Kakashi è ossessionato dai romanzi romantico-erotici di Jiraiya e li legge praticamente ovunque, persino durante gli allenamenti. Questa gag diventa così riconoscibile che nel 2025 il sito ufficiale di *Naruto* dedica addirittura una missione speciale alla scomparsa della sua copia di *Make-Out Tactics*, mettendo al centro anche la sua eterna rivalità con Might Guy.

La rivalità con Might Guy è un’altra piccola genialità. Guy trasforma praticamente qualsiasi cosa in una competizione, mentre Kakashi reagisce spesso con un’indifferenza quasi esasperante. Eppure tra i due esiste una delle amicizie più solide della serie. Kakashi non ha bisogno di esprimerla continuamente e Guy non ha bisogno che Kakashi partecipi con lo stesso entusiasmo. Funzionano proprio perché sono completamente diversi.

E naturalmente c’è la maschera. Per anni *Naruto* costruisce una piccola leggenda intorno al volto di Kakashi. Nell’episodio 101 dell’anime, Naruto, Sasuke e Sakura arrivano addirittura a trasformare la scoperta di cosa ci sia sotto la maschera in una specie di missione segreta. La gag funziona perché il mistero più insignificante diventa quasi importante quanto alcune missioni reali. Il volto completo viene mostrato molto più avanti, ma a quel punto la maschera è ormai diventata parte inseparabile dell’identità visiva del personaggio.

Un’altra chicca è il suo nome. “Kakashi” significa “spaventapasseri” in giapponese, mentre “Hatake” significa campo o terreno coltivato. Il nome completo richiama quindi letteralmente uno spaventapasseri in un campo. Masashi Kishimoto valuta anche altri nomi prima di scegliere Kakashi, e nel manga compaiono occasionalmente riferimenti visivi agli spaventapasseri.

Ci sono poi dettagli molto più quotidiani che rendono il personaggio meno distante. Kakashi nasce il 15 settembre e, secondo il profilo ufficiale, i suoi cibi preferiti sono la costardella grigliata e la zuppa di miso con melanzane. Sembrano informazioni insignificanti, ma funzionano perché contrastano con l’immagine del ninja leggendario capace di affrontare avversari quasi divini.

Verso la fine della storia Kakashi arriva infatti a livelli di potere assurdi. Grazie temporaneamente ai due Sharingan di Obito riesce persino a utilizzare un Susanoo perfetto e partecipa allo scontro decisivo contro Kaguya. Ma la conclusione più importante del suo percorso non è una nuova tecnica. Dopo la guerra viene nominato Sesto Hokage e guida il Villaggio della Foglia fino a quando Naruto diventa il Settimo.

È una conclusione particolarmente adatta a Kakashi. Da bambino considera la missione più importante delle persone. Da adulto finisce per diventare responsabile di un intero villaggio dopo aver imparato esattamente il contrario: una missione ha senso soltanto se esistono persone da proteggere.

Non sorprende quindi che Kakashi rimanga uno dei personaggi più popolari di *Naruto*. Nel sondaggio mondiale NARUTOP99 raccoglie oltre 50.000 punti, mentre Kamui arriva secondo tra le tecniche votate dai fan.

Ma probabilmente il motivo della sua popolarità non è soltanto lo Sharingan, la maschera o il Raikiri.

Kakashi funziona perché appare fortissimo senza essere invulnerabile, ironico senza essere superficiale e tranquillo senza essere privo di dolore. Il suo vero percorso non consiste nell’imparare una tecnica più potente.

Consiste nell’imparare lentamente che non possiamo sempre salvare tutti, ma possiamo decidere cosa fare con ciò che resta.