Quando si parla di Napoleone Bonaparte, il pensiero corre subito alle battaglie, alla conquista dell’Europa e alla sconfitta di Waterloo. Eppure alcune delle sue azioni più sorprendenti avvengono lontano dai campi di battaglia. Sono episodi che mostrano un uomo più complesso: sentimentale, curioso, pragmatico, autoritario e disposto a prendere decisioni capaci di cambiare il corso della storia.

La prima cosa poco conosciuta risale al 1795, quando Napoleone non è ancora imperatore. Ha ventisei anni e scrive un breve romanzo sentimentale intitolato Clisson et Eugénie. La storia racconta di un soldato stanco della guerra che si innamora, si ritira per vivere con la donna amata e infine affronta il tradimento e la disperazione. Il testo presenta diversi richiami alla relazione tra Napoleone e Désirée Clary, la giovane che frequenta prima di conoscere Giuseppina. Il manoscritto rimane incompleto e disperso in vari frammenti, ma rivela un aspetto inatteso del futuro imperatore: dietro l’immagine del condottiero esiste anche un giovane che prova a trasformare le proprie delusioni in letteratura. Non è un grande capolavoro, ma dimostra che Napoleone non pensa soltanto alla carriera militare e al potere. La storia di Clisson et Eugénie permette di osservare questa sua dimensione privata.

rammento autentico del manoscritto di Clisson et Eugénie, conservato nella Biblioteca di Kórnik.
rammento autentico del manoscritto di Clisson et Eugénie, conservato nella Biblioteca di Kórnik.

La seconda sorpresa arriva nel 1798, durante la spedizione in Egitto. Napoleone non porta con sé soltanto soldati, cannoni e ufficiali. Fa partire anche più di 150 scienziati, ingegneri, disegnatori, matematici e studiosi. Il loro compito consiste nell’osservare, misurare e catalogare il territorio egiziano. Esaminano monumenti, animali, piante, tecniche agricole e reperti antichi. Da questo enorme lavoro nasce in seguito la monumentale Description de l’Égypte. Durante la spedizione, un soldato francese scopre inoltre la Stele di Rosetta, che permette successivamente a Jean-François Champollion di decifrare i geroglifici. Napoleone non scopre personalmente la stele e la campagna militare si conclude senza il successo sperato, ma la presenza degli studiosi favorisce lo sviluppo dell’egittologia moderna. Naturalmente l’operazione ha anche una funzione politica e coloniale: conoscere un territorio significa poterlo controllare meglio. Tuttavia, mentre l’esercito combatte, gli studiosi raccolgono informazioni che continuano a essere utilizzate molto tempo dopo la fine dell’impresa. La Linda Hall Library ricostruisce la spedizione scientifica.

La terza azione è molto più difficile da celebrare. Nel 1794 la Francia rivoluzionaria abolisce la schiavitù nelle proprie colonie, almeno sul piano giuridico. Nel 1802 il governo guidato da Napoleone inverte questa direzione: mantiene la schiavitù nei territori in cui l’abolizione non è stata applicata e la ristabilisce, attraverso leggi e decreti, in altre colonie. Viene autorizzata nuovamente anche la tratta degli schiavi. La decisione risponde agli interessi economici dei proprietari delle piantagioni e al tentativo di recuperare il controllo dell’impero coloniale. A Guadalupa, per esempio, il ritorno alla schiavitù viene imposto con la forza. A Saint-Domingue, invece, la resistenza locale contribuisce alla nascita di Haiti, che proclama l’indipendenza nel 1804. Questo episodio mostra il lato più oscuro del pragmatismo napoleonico: quando gli interessi economici e imperiali entrano in conflitto con i principi rivoluzionari, Napoleone sceglie l’impero. La Fondation Napoléon approfondisce il ripristino della schiavitù.

La quarta cosa sorprendente avviene nel 1803, quando Napoleone vende agli Stati Uniti l’immenso territorio della Louisiana. Non si tratta soltanto dell’attuale Stato americano, ma di una regione di circa 828.000 miglia quadrate, estesa dal Mississippi verso le Montagne Rocciose. Il presidente Thomas Jefferson è interessato soprattutto a New Orleans, ma Napoleone decide di cedere l’intero territorio per 15 milioni di dollari. Ha bisogno di denaro per finanziare le guerre europee, teme che la Louisiana possa cadere nelle mani britanniche e comprende che, dopo il fallimento francese a Saint-Domingue, costruire un impero stabile in America diventa quasi impossibile. Con una sola decisione raddoppia praticamente il territorio degli Stati Uniti e modifica per sempre gli equilibri del continente nordamericano, senza consultare le popolazioni native che abitano quelle terre. I National Archives statunitensi conservano e spiegano il trattato della Louisiana.

L’ultima azione sembra quasi la scena di un romanzo. Nel 1809 Napoleone ordina l’arresto di papa Pio VII. Solo cinque anni prima il pontefice partecipa alla sua incoronazione a Parigi, ma i rapporti si deteriorano quando l’imperatore annette lo Stato Pontificio e cerca di sottoporre la Chiesa alle necessità politiche francesi. Pio VII reagisce con la scomunica e, durante la notte, i soldati francesi entrano nel Palazzo del Quirinale, prelevano il papa e lo portano fuori Roma. Il pontefice trascorre quasi cinque anni prigioniero, prima a Savona e poi a Fontainebleau. Napoleone non vuole eliminare la religione: vuole controllarne l’influenza. L’arresto dimostra fino a che punto considera qualsiasi autorità, persino quella papale, subordinata al proprio progetto imperiale. La ricostruzione storica pubblicata da Yale racconta la prigionia di Pio VII.

L’opera raffigura l’arresto di Pio VII da parte del generale francese Étienne Radet nella notte tra il 5 e il 6 luglio 1809.
L’opera raffigura l’arresto di Pio VII da parte del generale francese Étienne Radet nella notte tra il 5 e il 6 luglio 1809.

Questi cinque episodi restituiscono un Napoleone molto diverso dalla figura immobile dei ritratti. Scrive una storia d’amore, trasforma una spedizione militare in una grande operazione scientifica, ristabilisce la schiavitù, vende un territorio vastissimo e fa arrestare un papa. È proprio questa successione di contraddizioni a spiegare perché il suo nome continua a suscitare interesse. Napoleone modernizza alcune istituzioni e contemporaneamente limita libertà fondamentali; diffonde conoscenza e usa la conoscenza per conquistare; costruisce un impero, ma con una firma contribuisce anche alla crescita di un’altra potenza. Non è soltanto un grande generale: è un uomo capace di prendere decisioni che continuano a produrre conseguenze ben oltre la durata della sua vita